Le indagini che svolgiamo sono atte ad accertare le dinamiche e soprattutto la veridicità degli infortuni sospetti.
Simulare un infortunio:
A differenza della malattia, l’infortunio del lavoratore deve essere accorso durante l’orario lavorativo, o comunque durante il normale percorso di andata o ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, oppure durante il percorso che collega due luoghi di lavoro.
Non è un’ipotesi così remota che un lavoratore scorretto possa assentarsi dal lavoro, simulando un infortunio, per poter avere il tempo di:
— svolgere un altro lavoro;
— dedicarsi ad attività non compatibili con lo stato di salute derivante dall’infortunio;
— approfittarne per allungare il periodo di assenza per la guarigione, nonostante quest’ultima sia già avvenuta.Poiché i lavoratori infortunati non sono soggetti alle visite fiscali, il controllo da parte del datore di lavoro è decisamente più difficoltoso rispetto a quanto accadrebbe per la comune malattia.
Attraverso le nostre indagini, il datore di lavoro è in grado di accertare se l’infortunio sia reale o meno e, nel secondo caso, procedere con il licenziamento per giusta causa, in quanto il comportamento scorretto del lavoratore determina un inadempimento dello stesso così grave da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro, neanche in via provvisoria, come previsto dalla sentenza n.20090/2015 della Corte di Cassazione.
